Dalle mani alla tecnologia

Mario Alessiani ha creato la collezione di inediti SoulTech per condividere una nuova, avventurosa, strada progettuale. Secondo il designer, infatti, oggi c'è un'opportunità per il mondo dell'artigianato: offrire un valore aggiunto agli oggetti tecnologici che ci circondano

“Non abbiate paura di cominciare a progettare la tecnologia

è una delle frasi che mi è rimasta più in testa tra le tante scambiate con Mario Alessiani, designer di Teramo, città da cui è partito per concludere gli studi e dare il via alle prime esperienze lavorative e dove, poi, è tornato per aprire il suo studio.

“Avevo bisogno di tranquillità – mi spiega – e tra i tanti luoghi in cui fino a quel momento avevo vissuto, non avevo una città di riferimento.”

Faccio un po’ fatica a immaginare il lavoro di un designer giovane in una piccola città italiana, così chiedo a Mario di raccontarmi com’è stato il suo ritorno in veste di professionista, dopo tanti anni lontano. Mario mi racconta che sì, ancora lavora da solo, ma secondo le varie fasi del progetto è sempre in contatto con qualcuno e questo continuo scambio è ciò che, via via, nutre il processo creativo fino a condurlo alla nascita di un prodotto:

“Per lavorare bene ci vuole qualcuno che pensa  e qualcuno che fa, sono dinamiche che si imparano col tempo e con l’esperienza”.

C’è poi il digitale, aggiunge Mario, che con i social, tralasciando tutti i limiti che conosciamo, rende possibile esporre e condividere il proprio lavoro con un pubblico molto più ampio. Ciò implica necessariamente anche un aumento globale della qualità dell’offerta: il mio competitor non è più solo il designer che lavora a 50 km da qui, ma possono esserlo tutti nel mondo.

Caricatore per smartphone in legno, ottone e rame.

Arriviamo al dunque, cioè al progetto SoulTech con cui Alessiani ha voluto, attraverso il suo contributo di designer, prendere per mano l’artigianato e condurlo nel mondo dell’hi-tech. Mario la racconta così:

SoulTech è una collezione formata da tre oggetti – un caricatore per smartphone, uno speaker bluetooth e una penna per touch screen –  nata per una mostra dedicata all’artigianato a cui mi hanno chiesto di partecipare come designer. Ho pensato di realizzare un progetto che comunicasse qualcosa sia ai visitatori che agli altri espositori e, in sintesi, il messaggio voleva essere quello di non temere di approcciare la tecnologia anche da un punto di vista artigianale”.

Chi lavora con le mani, secondo Mario, può avventurarsi nel mondo dell’hi-tech come sfida personale, ma soprattutto per ampliare e rinnovare la propria produzione così da entrare in un mercato diverso.

I tre oggetti della collezione SoulTech: speaker bluetooth, caricatore per smartphone e penna touch screen.

L’artigiano ha tutti i mezzi per realizzare oggetti che incorporino la tecnologia, così facili da reperire nei negozi specializzati e sul web, aggiungendo un’anima unica, data dalla scelta dei materiali, dal disegno, dalla lavorazione e dalla personalizzazione. Gli oggetti della collezione SoulTech sono nati proprio con l’intento di dimostrare questa possibilità e di aprire una strada facilmente percorribile dal mondo dell’artigianato. Lo sforzo è quello di prendere il coraggio a due mani e di cimentarsi nella lavorazione di oggetti diversi dal solito.

Speaker bluetooth della collezione SoulTech.

Lo speaker bluetooth è realizzato in ferro acidato e vetro, il caricatore wireless per smartphone in legno, ottone e rame e la penna digitale in ottone e alluminio.

Per il giovane designer il ruolo dell’artigianato è centrale nella produzione contemporanea: nel mondo della moda, per esempio, è sempre più evidente il bisogno di tornare a cercare chi possiede la conoscenza e l’esperienza del lavoro manuale. Per un discorso di sostenibilità, ma più in generale per il diffondersi di una nuova sensibilità.

“L’idea stessa del mobile da progettare – spiega Mario Alessiani – prende corpo con il dialogo continuo con le maestranze, sfruttando appieno la loro professionalità, le proprietà dei materiali e le tecniche per lavorarli. Credo nel design come strumento per enfatizzare caratteristiche materiche, interattive e tecnologiche attraverso la forma”.

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