Su Instagram condivido l’amore per la mia città

Una Bucarest ritratta dai punti di vista più inusuali, vista con gli occhi di chi la conosce da sempre, ha imparato a capirne le grandi sofferenze e ama raccontare la sua rinascita

Di certo ho cominciato a seguire il profilo Raidenbucharest per la sua spiccata preferenza verso le foto di architettura. C’è qualcosa di diverso, però, rispetto alle tante gallerie presenti su Instagram concentrate sulle forme degli edifici, scorrendo le foto di Cristian Radu si percepisce uno sguardo di chi osserva con attenzione le case e i palazzi che incontra, ma non solo, anche le strade, le piazze, la automobili che gli attraversano la strada, i marciapiedi su cui cammina. Si assapora, insomma, l’atmosfera di una città nel suo insieme e non solo il piacere estetico o l’ammirazione acritica, che spesso si percepisce dalle gallerie di Instagram specializzate in architettura.

Non sono mai stata a Bucarest, ma grazie alle immagini quotidiane di Cristi posso permettermi di immaginarla, di sapere che tempo fa, cosa succede di interessante, di scoprire edifici antichi, caratterizzati da quella patina che sembra dargli voce, dare voce al tempo e al vento che li hanno attraversati e, dopo qualche scatto, di fermarmi davanti alla facciata di un palazzo modernista o di un anonimo edificio per uffici degli Anni 60.

Cosa c’è dietro questa galleria che sembra un’infinita camminata per le strade di Bucharest? L’ho chiesto direttamente a Cristian e ne è nata questa chiacchierata:

Di cosa ti occupi e com’è la tua relazione con Instagram e gli altri social media?

Sono un ex impiegato d’azienda diventato storyteller urbano: il mio obiettivo è quello di documentare e promuovere la mia città, Bucarest, capitale della Romania, con tutti i mezzi che ho a disposizione: post del blog, post di Instagram, tour della città e presentazioni. Il mio rapporto con Instagram e le altre piattaforme di social media si può tranquillamente definire di amore e odio, soprattutto dopo le ultime modifiche dell’algoritmo che hanno ridotto drasticamente la copertura organica dei post. Ad ogni modo, nonostante tutto, io adoro postare su Instagram e non riesco ad evitare di farlo, almeno ogni giorno.

Come e quando è nata la tua galleria? Per divertimento, per condividere la tua passione o per cominciare un nuovo business?

Ho aperto il mio account nel 2015 con lo scopo di raccontare visivamente la città in cui vivo, speravo che fosse un modo il modo più diretto per raggiungere le persone. E così è stato, da subito ho cominciato a ricevere feedback da tutto il mondo e, tutt’ora, quando penso che ci sono persone che usano il loro tempo per commentare una mia foto mi sento davvero onorato. Grazie ai followers si è creata una comunità dinamica intorno alla cultura urbana di Bucarest e la mia galleria è diventata uno degli account più importanti relativi a questo tema, ciò mi riempie di orgoglio. Il mio scopo rimane lo stesso, ma grazie ai continui apprezzamenti, sono sempre più spinto a presentare ogni lato della mia città, soprattutto i meno conosciuti e turistici. C’è poi l’aspetto che preferisco di Instagram: negli anni ho avuto la possibilità di incontrare tantissimi Instagrammers che hanno inserito Bucarest nella loro lista dei desideri e che, finalmente, un giorno, sono riusciti a venirla a visitare. Ora il mio piccolo business è legato a questo account e la mia galleria di immagini serve per offrire ai potenziali clienti una visione, unica e originale, della città e un modo per raccontare, per esempio, i servizi culturali che loro possono offrire.

I social media ti hanno aiutato nel tuo lavoro?

I social media mi hanno aiutato a raggiungere molte più persone di quelle che pensassi all’inizio e ciò mi permette di promuovere e condividere progetti e iniziative culturali, destinati a chiunque, sia ai cittadini che ai visitatori occasionali. È completamente diverso il modo in cui si contattano le persone attraverso i social media rispetto alla pubblicità tradizionale e, grazie al fatto di avere costruito una comunità numerosa, posso anche evitare di spendere in advertising, impegnandomi di più sulla costruzione del contenuto, ogni giorno.

Hai un piano editoriale o preferisci pubblicare le foto seguendo… il momento?

Non ho un piano editoriale vero e proprio, ma mi piace attenermi ad alcune categorie specifiche che, secondo me, rappresentano al meglio il tema urbano relativo a Bucarest: le facciate degli edifici (con quante più finestre possibile), il profilo dei tetti (includendo nuove prospettive di punti di vista, invece, molto noti), le auto d’epoca (meglio se appartenenti al periodo dell’Unione Sovietica), interni interessanti (ripresi nel modo più simmetrico possibile). A volte, poi, aggiungo me stesso al paesaggio, soprattutto per far capire le dimensioni e le prospettive e poi, perché, la connessione umana è indispensabile, soprattutto in un social network.

Oggi Instagram è diventato parte integrante del tuo lavoro?

Ovviamente! È il 2018 e le piattaforme social devono far parte di qualsiasi attività commerciale che vuole far arrivare il proprio messaggio/prodotto/servizio a un pubblico sempre più ampio. È un’opportunità importante e sto ancora imparando. Purtroppo ho notato, ultimamente, un apprezzamento sempre più basso da parte di Instagram per i contenuti originali a favore di quelli a pagamento, anche se caratterizzati dal contenuto debole. Non so se la stessa cosa stia accadendo in Italia, ma in Romania ho visto aumentare a vista d’occhio il seguito di account davvero poco interessanti per la comunità.

Ora voglio raccontarti qualcos’altro di me, prosegue Cristi.

Nel 2007  ho cominciato a documentare il volto non convenzionale di Bucarest attraverso il blog, raccontando sia l’aspetto storico che l’attualità della mia città. I testi erano integrati da foto istantanee e, utilizzando questo materiale, ho pensato di tenere presentazioni e organizzare piccole mostre sul mio lavoro. Instagram è stato il logico passo in avanti e, appena ho visto nascere una comunità interessata intorno alla mia galleria, ho preso l’iniziativa di organizzare degli “Instameets” e dei tour della città alternativi. Bucarest parte avvantaggiata da questo punto di vista, è già una “meta alternativa” rispetto alle grandi capitali europee, è un diamante grezzo nascosto tra Occidente e Oriente. Qui sono successe tantissime cose durante il secolo scorso – guerre, occupazione straniera, terremoti, massicce demolizioni – e negli ultimi anni la città è emersa come un El Dorado dei turisti, una miniera di dettagli da scoprire. E io sono qui per questo, per aiutare chiunque a guardare la città con occhi diversi.

Nel 2016 ho fatto un progetto con l’Ambasciata italiana a Bucarest, chiamato “Ciao Bucarest, influenze urbane italiane a Bucarest“. È stata una bellissima iniziativa e sono stato felice di aver portato alla conoscenza di tanti una Bucarest sconosciuta. Insieme al mio team abbiamo creato un percorso tra gli edifici, i parchi, le strade e le statue, progettate o dedicate ad architetti e artisti italiani. Penso, con gioia, che questo progetto abbia contribuito a saldare il legame culturale, già forte, tra Italia e Romania.

 

 

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