La cornice perfetta per il design

Un'azienda giapponese e una svedese le protagoniste di "A quiet reflection", una magica installazione proposta durante la Stockholm Furniture Fair

La cosa in assoluto che mi è piaciuta di più tra quelle che ho visto durante la settimana del design di Stoccolma è stata l’ultima, poche ore prima della partenza. Tra i tanti inviti ricevuti via mail, questo mi aveva colpito, anche se letto di corsa e con un occhio solo: c’era qualcosa che mi parlava attraverso le immagini sul computer, anzi che mi sussurrava.

Sì, perché la caratteristica più potente di questo evento è stata la delicatezza, o forse ancora meglio, l’armonia dell’insieme sotto forma di delicatezza.

Si trattava, parlo al passato perché purtroppo era un’installazione aperta solo durante la Stockholm Furniture Fair, dell’esposizione di due aziende, una di mobili l’altra di illuminazione, in un appartamento nel centro di Stoccolma.

“A quiet reflection” il titolo (azzeccatissimo) dell’installazione, curata dalla stylist Anna Leena Leino per MyResidence, del marchio giapponese Ariake, che ha esposto per la prima volta fuori dall’Asia, e dell’azienda di lampade svedese Wästberg.

La scelta vincente è stata quella della location, un appartamento in un palazzo della fine dell’Ottocento che fino a qualche tempo fa era sede dell’Ambasciata del Messico e ora, appena acquistato da privati, è in attesa di  ristrutturazione. Proprio questo è il punto: non lo è ancora, ma verrà ristrutturato, nel senso che l’esposizione è avvenuta mentre l’appartamento era in uno stato che possiamo tranquillamente definire grezzo. Una scelta forse azzardata, così sulla carta, invece perfetta nella sua realizzazione finale.

Il parquet era sverniciato, con parecchi listelli mancanti, le pareti scrostate dall’intonaco, in diversi punti gli impianti e i fili elettrici erano a vista. Raccontandolo così l’impatto potrebbe essere freddo, poco accogliente, quasi fastidioso, come quando si va a visitare un cantiere. Il risultato dell’accostamento tra l’appartamento in divenire con i mobili, gli oggetti e le lampade finite, invece, è stato eccellente. A questo mix, bisogna immaginare di aggiungere, poi, altri ingredienti fondamentali: la luce del Nord che entrava dalle ampie finestre, gli stucchi decorativi su soffitti e pareti, alcune candele accese in punti strategici, la delicata musica di sottofondo.

Appena varcata la soglia dell’appartamento, per dieci minuti non  sono riuscita a parlare, solo a guardare. Poi a perdermi e a giocare con le immagini e, infine, a desiderare ardentemente di poter vivere anche solo un giorno in un luogo così.

Ariake è un nuovo marchio fondato dall’unione di Legnatec e Hirata Chair, due aziende di mobili originarie della città di Morodomi (Giappone). Ariake Sea è un mare nel Sud del Giappone; la parola Ariake significa letteralmente ‘luna del mattino’ e, simbolicamente, rappresenta un momento di pausa nella giornata. Il brand Ariake, infine, per le due aziende, fondate a metà degli anni ’60, vuole essere un nuovo capitolo imprenditoriale, con tutto l’entusiasmo e i rischi che ciò comporta.

Ogni pezzo della collezione Ariake, esposta a Stoccolma, è realizzato a Morodomi in stretta collaborazione con i designer coinvolti: Norm Architects, Shin Azumi, Staffan Holm, Gabriel Tan, Keiji Ashizawa, Anderssen & Voll, Zoe Mowat, Studio MK27, sotto la direzione artistica di Gabriel TanAnnerPerrin.

L’azienda di lampade svedese Wästberg quest’anno celebra i suoi primi 10 anni e direi che partecipato a questa installazione è stato un ottimo regalo al brand… e a tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di poterne godere dal vivo.

Mi porto a casa, in particolare, le immagini di due loro prodotti. La lampada da parete e soffitto w 171 Alma, dei designer Tham & Videgård, caratterizzata dal bellissimo gioco di luci e ombre create dalla sua forma a onde: negli stand della Stockholm Furniture Fair ho visto proporre Alma negli allestimenti e nelle situazioni più diverse. E la lampada a sospensione Extra Large Pendant, di Claesson Koivisto Rune, quella che, immagino, tutti a casa vorremmo avere un soggiorno adatto per ospitarla!

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