Instagram, l’architettura e Parigi

Dettagli di una città tanto amata. Architetture, finestre, scritte, simboli, pavimenti. Il tutto raccontato dallo sguardo di quattro giovani Instagramers

Parigi è uno dei miei luoghi del cuore, non ci ho mai vissuto, ma ci abita la baby sitter di quando ero piccola, che ha abitato a casa nostra, quando avevo circa un anno, portando nella Milano del 1966 la sua pettinatura a caschetto ossigenata e le prime minigonne. Da allora non ci siamo mai lasciate, pur abitando vicendevolmente in diversi luoghi del pianeta Terra.

Sono sicura che questa sia una sensazione comune a molti: a Parigi basta fare due passi a piedi per essere travolti dalla grandeur di una piazza o da uno scorcio romantico… insomma non è difficile fare belle foto, forse è difficile farne di originali. Ecco perché nel mio indagare il rapporto tra Instagram, lo sguardo di chi fotografa le architetture e i luoghi del mondo ho scelto quattro account che secondo me colgono un aspetto diverso della città, meno contaminato dall’entusiasmo del turista. Sicuramente uno sguardo giovane.

Chloé Le Reste 

Chloé Le Reste è una fotografa di architettura. È giovane, a parte la foto del profilo, lo si capisce immediatamente scorrendo la sua galleria per l’impaginazione scelta: Chloé non posta mai foto quadrate, il classico formato di Instagram, ma rettangolari, disposte alternativamente in verticale o in orizzontale. I soggetti sono dettagli di palazzi modernissimi, visti attraverso diverse prospettive, e la visione d’insieme emana un’atmosfera quasi metafisica.

 

Edouard Jacquelin

Edouard Jacquelin è un creativo (lavora nel mondo della pubblicità insomma) e sicuramente, lo capiamo anche senza una foto profilo esaustiva, è molto giovane anche lui… come Chloé “ripudia” il formato quadrato, si concentra su immagini rettangolari tutte della stessa dimensione, impaginate in verticale. Niente Tour Eiffel o brasserie, Parigi è solo contemporanea e costruita da linee e dettagli, più che da edifici interi.

 

 

Baptiste

Il terzo giovane parigino, Baptiste, ha due passioni condivise su Instagram: la musica techno e il brutalismo, quel movimento architettonico nato negli anni ’50 che esalta il valore estetico delle strutture portanti. Il risultato è una galleria veramente unica, dove una sofisticata selezione di foto di architettura, per lo più in bianco e nero, si alterna a video che riprendono l’istante in cui Baptiste appoggia i dischi sul piatto della console dando vita alla sua, personale, colonna sonora.

Sebastian Erras

Ho aggiunto questo quarto account (che non appare nel video) perché l’ho scoperto da poco, anzi, in verità me l’ha segnalato Christine, la mia ex baby sitter parigina di cui ho raccontato nelle prime righe del post. Tutto torna quindi e mi piace concludere con queste immagini, che nell’insieme creano un puzzle ironico e affascinante. Sebastian ha scelto un progetto ben preciso per la sua galleria fotografica, rispondendo a una delle richieste di Instagram: creare delle storie personali, originali e coerenti. Qui potremmo dire che dalla coerenza si rasenta quasi l’ossessione, ma sicuramente non la noia. I pavimenti scelti da Sebastian visti dall’alto sono bellissimi e guardati uno per uno aprono scenari immaginari fantastici. Il tutto è completato da un dettaglio non banale, le scarpe.

P.S. Un’ultima cosa: Sebastian è sempre in viaggio, ma vive nel sud della Germania. Cosa c’entra Parigi quindi? È il nickname del suo account e a Parigi trascorre molto tempo per il suo lavoro di fotografo.

 

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