Alfa Romeo e la sua storia in un museo

Un progetto espositivo contemporaneo dedicato a uno dei più noti marchi italiani di auto sportive. Vale una visita, anche con tutta la famiglia

Scrivo con una sorta di brivido sottopelle a proposito del Museo Storico Alfa Romeo, La Macchina del Tempo. Il brivido nasce da un’emozione doppia, da una parte quella di descrivere un luogo culto per gli appassionati, perciò con la consapevolezza di toccare un argomento che per molti è quasi ‘sacro’, dall’altra legata a ricordi personalissimi d’infanzia. Mio papà, infatti, classe 1929 e ancora super operativo e motorizzato, ha sempre avuto una passione per Alfa Romeo, tanto da acquistare il primo modello di Alfetta appena uscito, senza alcuna esitazione. È l’unica auto di famiglia di cui ricordi la targa (scherzi della memoria), ma soprattutto che mi ha aiutato a mantenere tutt’ora vivissime le immagini della prima vacanza itinerante che facemmo tutti insieme. Era l’estate del 1972 e da Milano, io e i miei fratelli montammo, un po’ intimiditi dalle occhiate paterne, sulla nostra nuova Alfetta bianca fiammante diretti a Santa Maria di Leuca, la punta estrema del sud della Puglia!

Ho seguito le orme del capofamiglia e anche io, appena ho potuto, ho sempre guidato delle Alfa Romeo, tanto che, negli anni ho imparato a riconoscere gli appassionati in uno dei momenti più delicati della guida cittadina, il momento in cui si si ferma al semaforo… e poi si riparte. Ecco, se la cosa che ti innervosisce di più è partire “per secondo”, allora sei un alfista.

E se sei un alfista, il mio invito, se ancora non l’hai fatto, è quello di visitare La Macchina del Tempo, lo storico museo di Arese, rinato dopo molti anni di chiusura, proprio sull’idea di quello originale, aperto nel 1976 e visitabile solo prenotazione. La tradizione è viva e tenuta in grandissimo conto, ma gli spazi architettonici e l’immagine del museo sono stati completamente rinnovati. L’intervento di adeguamento e riallestimento, a cura dello studio torinese Camerana&Partners, s’innesta sulla preesistenza firmata dai fratelli Vito e Gustavo Latis arricchendola di ulteriori valori.

[foto da Quattroruote]
Il fil rouge del progetto è proprio di colore rosso, anzi “rosso Alfa“, ed è costituito da una tettoia metallica che rappresenta il biscione, simbolo di Alfa Romeo, e si sviluppa lungo l’intera area vivacizzando l’immagine degli storici edifici industriali di Arese, a pochi chilometri da Milano. Il progetto si sviluppa in verticale su tre livelli, seguendo un percorso a spirale che lascia libero lo spazio al centro dove un’installazione di metallo sostiene le lettere che vanno a comporre i nomi dei modelli iconici dell’azienda: Giulia, Giulietta, Giulietta Sprint, 33 Stradale…

Ognuno dei tre livelli, poi, si ispira e racconta i principi che dalle origini hanno guidato l’azienda: Timeline è la sezione dedicata alla visione concreta della continuità del marchio, il livello Bellezza è quello dove l’attenzione si concentra sulle linee, mai banali, e sul design dell’automobile e, infine,  Velocità, il punto espositivo che fa riferimento alla ricerca tecnologica. Una sala multimediale accoglie i visitatori alla fine del percorso che poi, come nei migliori musei contemporanei, hanno a disposizione la libertà di muoversi tra un variegato assortimento di servizi collaterali (archivio, libreria, negozi, caffè, spazi per eventi, centro di documentazione).

Il progetto dello studio Camerana&Partners si potrebbe definire, in sintesi, un’architettura automobilistica, per la sua capacità di essere un involucro dalle linee perfettamente aderenti a quelle delle automobili e di sintetizzare, in un percorso (quasi) stradale, la storia ingegneristica e i tratti distintivi dell’azienda… ma efficienza, prestazioni, precisione e velocità, appartengono anche ad altre realtà produttive, in particolare a quelle che i progettisti hanno individuato per la realizzazione dell’edificio. Ed è proprio grazie a questi tratti distintivi condivisi che Graniti Fiandre si inserisce nel percorso di progettazione del Museo Storico Alfa Romeo realizzando un prodotto apposito che include in modo specifico tutte le prestazioni previste per il progetto. Lo scopo dei progettisti è stato quello di aggiungere contemporaneità, mantenendo il piano originale del sito, ma ridisegnando l’esistente per renderlo adatto alle nuove funzioni. Si trattava di sostituire 30.000 metri di pavimenti e soffitti rovinati dal tempo: Graniti Fiandre è intervenuta creando nuove piastrelle sostenibili, dotate dei vantaggi della tecnologia Maximum Fiandre Extralite, che ripropongono l’aspetto formale di quelle originali, ma in un grande formato (cm 100×100) dallo spessore estremamente ridotto (6 mm) e offrendo la resistenza del gres porcellanato.

Leggerezza e resistenza, quindi, le caratteristiche principali delle nuove lastre Alfa Romeo Black di Fiandre, facili da maneggiare durante la posa e, quindi, ideali per un museo dedicato ad automobili e motori. La superficie di questo materiale è inalterabile nel tempo grazie all’elevata resistenza agli attacchi chimici ed all’abrasione. Graniti Fiandre, inoltre, si è occupata anche della produzione degli inseriti nella pavimentazione studiati per evidenziare la sequenza cronologica delle vetture e ottenuti attraverso una speciale tecnica di sabbiatura, raffinata con resina nel rosso aziendale Alfa Romeo.

Il Museo Storico Alfa Romeo, La Macchina del Tempo è aperto tutti i giorni tranne il martedì e, sempre per rispondere ai canoni più attuali dell’ospitalità, propone anche una pista di prova, uno spazio per la didattica pensato per i piccoli amanti del biscione e la possibilità di vivere un’esperienza da pilota Alfa Romeo dal vivo grazie alla realtà virtuale con proiezioni in 4D.

[In collaborazione con Graniti Fiandre]

 

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