Aggiungi al design un pizzico di fantasia

La fantasia è l'ingrediente in più che trovo in tutte le proposte di Nobody&co., dal disegno dei loro prodotti alla scelta del giardino dove li hanno presentati durante la Milano Design Week

Il giorno della settimana del Salone del Mobile in cui ho deciso di andare a vedere la presentazione di Nobody&co. il tempo a Milano non era bello, ma virava al grigio plumbeo. Non l’ideale, ho pensato, visto che l’allestimento era in un giardino. E invece perfetto: si trattava, infatti, di un giardino privato di fine Ottocento di cui non conoscevo l’esistenza, perché di solito non è aperto al pubblico.

Non immaginatevi un curato giardino con il prato all’inglese e tanti cespugli di rose, no no… bensì di 2.000 mq, alle spalle del Padiglione d’Arte Contemporanea, abitati da 49 specie di piante, tra le quali l’olmo bianco, la magnolia, il cedro deodara e l’acero montano. Tra un albero e l’altro, poi, diverse specie di uccelli: gheppi, rondoni, fringuelli, passeri, pettirossi, cinciallegre e taccole. Il tutto su un terreno leggermente mosso e immerso in un’atmosfera magica, da bosco delle fiabe, dove insieme alla nebbiolina aleggiava un sentore di mistero.

Superfollies è il nome dell’installazione curata dallo Studio Toogood che ha ideato un percorso di piccole strutture architettoniche stravaganti, tipiche dei giardini inglesi nel diciottesimo secolo. All’interno o subito accanto a ogni casetta,cinque nuovi progetti di Nobody&co.: Pet Table, Relog e Missing Ocean, Missing Spring, Uphill e Sliced Piola.

Alisée Matta, che ha fondato il marchio Nobody&co. insieme a Giovanni Gennari, spiega:

“La nostra filosofia è guidata dalla fantasia, dove la forma è determinata dalla funzione, ma è anche influenzata dalla volontà di rompere le barriere e di creare qualcosa che stimoli una reazione creativa. La nostra mente è sempre pronta a ricevere nuovi stimoli. Dietro ogni nostra idea c’è un fantastico lavoro di precisione, amore e anima.”

Pet Table, Nobody&co.
Relog Chair, Nobody&co.

Pet Table è, apparentemente, un normale tavolino. Le sue gambe, però, sono pieghevoli e così il tavolino può assumere due posizioni, secondo dov’è sistemato e a cosa serve. Insomma un tavolino fedele come un cagnolino e, proprio da questo, prende la forma delle gambe che, nella giuntura centrale ricordano le ginocchia di un piccolo quadrupede.

Relog Chair è stata una scoperta in una fabbrica dismessa. Una sedia che nasce dal recupero di pezzi tagliati su tronchi di alberi di rovere. Fette a semicerchio bombate che si trasformano a nuova vita come sedute e schienali. Unite tra di loro da tubolare di ferro verniciato di bianco 2×2.

E infine, ho trovato particolarmente interessanti queste due novità per l’estate.

La sedia Uphil, una di quelle idee geniali che quando la vedi pensi: è vero, perché non averci pensato prima? La sua caratteristica, infatti, è quella di avere tutte e quattro le gambe regolabili in altezza indipendentemente una dall’altra, così da potersi adattare a qualsiasi conformazione del terreno sul quale è appoggiata.

Uphill, Nobody&co.

E concludo con la sedia Missing Summer Chair, che più che una sedia è una famiglia, composta da sette sedute diverse fra loro e combinabili a piacere, fino a ottenere una panca sviluppata in lunghezza o un divanetto angolare. Realizzata in tubolare di acciaio verniciato a polveri per esterni, per l’estate le Missing Chairs si ispirano ai colori pastello e marini di un multicolore pattino balneare e diventano così Missing Summer.

Missing Summer Chair, Nobody&co.
Missing Summer Chair, Nobody&co.
Missing Summer Chair, Nobody&co.
Missing Summer Chair, Nobody&co.
Missing Summer Chair, Nobody&co.

[In collaborazione con Nobody&co.]

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