Oggetti speciali di design anonimo

Fattobene è una piattaforma nata per riunire in un unico luogo, virtuale e non, una selezione di oggetti italiani belli e poco noti che esistono da generazioni

Sono oggetti ancora in produzione, ma hanno una lunga storia alle spalle. L’idea di selezionarli, raccoglierli, fotografarli e riproporli è venuta alla giornalista Anna Lagorio e al fotografo Alex Carnevali.

Io li ho intercettati prima, per caso, grazie a Instagram, poi, incuriosita, sono andata alla presentazione della mostra fotografica ospitata, in febbraio, dalla Libreria 121+ di via Savona, a Milano.

Quella sera, oltre ad Anna, il progetto è stato commentato da Stefano Salis, giornalista del Sole 24 Ore, e dal designer Giulio Iacchetti.

Salis ha cominciato il suo intervento guardando avanti:

Fattobene non è ancora un libro, ma è l’idea di un libro. Soprattutto un progetto culturale. Oggetti che rappresentano un pezzo di storia, ovvero una possibilità per il futuro del nostro sistema.”

Iacchetti ha proseguito:

“Oggetti che raccontano qualcosa. Il mondo dell’industria li chiama i classici. In realtà non si capisce perché alcuni oggetti sopravvivano e altri no. È un mistero. Il sogno di tutti i designer quando progetta per un’azienda è di sfiorare i classici. Sembrano oggetti della memoria e invece no, esistono ancora. Questi prodotti raccontano l’Italia agli italiani e ci interrogano”.

Ad Anna è stato chiesto come ha cominciato la sua selezione e lei ha risposto così:

“Per me il primo elemento di scelta è stato quello grafico e il fatto che siano di design anonimo è un valore aggiunto. Sono tutti oggetti di basso valore economico, ma che fanno parte di un’industria illuminata. Ognuno di loro racchiude una storia ricca e interessante che ho avvicinato grazie alla disponibilità dei produttori. Il vaso bianco e blu di Amarena Fabbri, per esempio, nasce agli inizi del 900 quando si decide di fare un contenitore speciale per portare le amarene dai retrobottega agli interni dei caffè che stavano diventando di moda. Ma il primo vero criterio di scelta, forse più inconscio, è stato quello della qualità. Si tratta, infatti, di aziende che sopravvissute a due guerre mondiali e a ogni tipo di crisi. Ognuno di questi prodotti possiede indizi di qualità e di cura e sono sicura che proprio grazie a queste caratteristiche siano arrivati, intatti, fino ad oggi. La nostra idea, quindi, è stata quella di raccoglierli, per sottolinearne il valore: così è nato Fattobene“.

Quando un oggetto di design assume lo status di icona? È stato chiesto, poi, a Giulio Iacchetti:

“Gli oggetti vengono eletti a questo stato in maniera democratica e inconsapevole, senza strategie di marketing. C’è quasi dietro una magia. Non è nostalgia, anzi abbiamo bisogno di questi oggetti per guardare avanti. Comunicano un lampo di bellezza che incrocia e si aggiunge alle nostre giornate. Riportano a un mondo di qualità. Che non significa lusso”.

Stefano Salis:

“Insomma, stiamo parlando di un consumismo un po’ più intelligente, che ha a che fare con la qualità e con la bellezza”.

“Sì – aggiunge Anna – è chiaramente anche un consumo culturale. Sono tutti oggetti che raccontano una storia”.

L’augurio conclusivo è quello di Anna che suggerisce a tutti di sperimentare uno sguardo nuovo quando si fa la spesa al supermercato, di provare a guardare i ripiani come fossero espositori di un museo, per cercare, nel mucchio, uno di questi oggetti o un suo simile, insomma una creazione di design anonimo.

E veniamo all’attualità: dal 4 al 21 aprile, in occasione del prossimo Salone del Mobile di Milano, Fattobene avrà uno spazio tutto suo (un vero e proprio Temporary Store) suddiviso in quattro aree, bellezza, casa, scrivania, tempo libero. Gli oggetti presentati fanno parte del nostro patrimonio industriale e provengono da una parte all’altra d’Italia, dall’Alto Adige alla Calabria. L’idea, racconta Anna Lagorio, è quella di dare vita a uno spazio a metà tra una drogheria contemporanea e un negozio di souvenir raffinati. Per l’occasione sarà presentata anche una nuova Scatola che racchiude prodotti dedicati alla cura del mobile e del legno, rimasti intatti dagli anni ’20.

I visitatori di Fattobene nei giorni della Milano Design Week (dal 4 al 9 aprile) non troveranno il solito aperitivo festaiolo, ma un biliardino per giocare. Dove? In via Montevideo 4, Zona Tortona. Come partecipare? Per il torneo di biliardino per designer potete scrivere a: info@fatto-bene.com

 

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