5 ispirazioni dalla fiera di Stoccolma

Cinque strade da seguire per portare in casa un soffio di Scandinavia. Senza imitare uno stile, ma cogliendo la capacità di esprimere calore, pur nella purezza delle linee

È stata la mia prima volta alla fiera del design di Stoccolma, la Stockholm Furniture & Light Fair, in poche parole il Salone del Mobile svedese.

La prima impressione che mi porto a casa è una grande sensazione di accoglienza: la fiera svedese è pervasa da questo sentimento in ogni dettaglio. Nel fatto che è molto – ma molto – più piccola del Salone del Mobile (in effetti non mi aspettavo così tanto più piccola), quindi spostarsi da un padiglione all’altro, raggiungere la sala stampa, trovare un posto dove mangiare o anche solo dei bagni vicini, diventa un gioco da ragazzi. Ma non è solo la dimensione che incide sul senso di accoglienza, sono gli spazi ben organizzati; una sala stampa ampia, ben illuminata e dove trovi a qualsiasi ora qualcosa da mangiare e da bere; è la qualità elevatissima dei prodotti esposti; sono i modi gentili ma non invasivi delle persone che incontri.

La sala stampa della Stockholm Furniture & Light Fair.

Poi ci sono i prodotti. Ho visto qualcosa di bello, di nuovo, di eccezionale? Sono le domande a cui rispondo da quando sono tornata, giuste, inevitabili. Sì, ho visto cose belle, più o meno nuove, ma perché dovrebbero essere eccezionali… ci servono lampade, sgabelli, tavoli eccezionali da mettere in casa o, piuttosto, mobili belli, appunto, facili da ambientare, comodi da usare, pratici da tenere e, magari, anche duraturi? In generale le proposte del design scandinavo rispondono a queste ultime richieste e la sua forza, la sua identità, la sua capacità di superare i confini regionali del gusto nasce proprio da lì.

In sintesi, sono 5 le caratteristiche delle proposte in esposizione che ho trovato e ritrovato passando da uno stand all’altro e che mi sono portata a casa (insieme a un paio di zoccoli rossi infilati a forza nel trolley).

  1. Il colore rosa e le sue mille sfumature. Non è una novità: in questi ultimi due-tre anni il rosa si è fatto spazio nel mondo del design. Non è più strettamente legato all’arredo dell’infanzia, ma spazia tra tutti gli ambienti, con garbo, portando luminosità, eleganza e allegria. 
    Hakola.
    Hakola.
    Hakola.

    2. Gli specchi e le loro mille possibilità. Quasi ogni azienda presente alla fiera ha portato uno specchio. Alcuni, forse, solo per creare intriganti effetti scenici tra le pareti dello stand, ma la maggior parte come vere e proprie novità d’arredo. Lo specchio non è solo funzione, è tante cose insieme, ma soprattutto è capace di decorare una parete regalandole la possibilità di esibire diverse personalità, secondo il… punto di vista!

    Skagerak.
    Skagerak.
    Ferm Living.
    Knauf and Brown.

    3. La leggerezza e le sue mille interpretazioni. Lampade come sculture appese o sostenute semplicemente da linee, librerie che sembrano potersi spostare con un dito, interpretazioni delle vecchie credenze quasi eteree, con ante trasparenti. L’elenco può allungarsi senza fine proprio come il filo che tiene insieme i tanti pezzi “leggeri” visti a Stoccolma. In casa può essere utile portare una novità, di sicuro non serve appesantire l’esistente.

    Knauf and Brown.
    Ferm Living.
    Ferm Living.
    Million.

    4. Il comfort e le nostre mille esigenze. Divani, poltrone, ma anche sedie da ufficio sono caratterizzati dagli schienali alti, anzi altissimi. Una soluzione per chi ama potersi sedere in una posizione di massimo relax, appoggiando sia la schiena che la testa. Una risposta per chi cerca una seduta dove potersi isolare dal contesto, sia visivamente che acusticamente. Il comfort non è solo forma, è anche materia: e i due tessuti che incrocio più spesso, alternativamente, sono il feltro e il velluto. Due diversi modi di rispondere al bisogno di comfort tattile.

    David Design.
    Louise Roe Copenhagen.
    Aveva Design.

     

    5. Vasi, portacandele e altri piccoli mille dettagli. Sono i dettagli che aggiungono calore e personalità. Quelli che riempiono le linee sottili dei mobili minimalisti, che illuminano un angolo spento, che accendono lo sguardo di chi li incontra. Il mio sempre.

    Louise Roe Copenhagen.

    Skagerak.

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