Quattro passi alla Fabbrica del Vapore

Un mondo di cultura, ricerca, sperimentazione e arte da vivere insieme ai cittadini. I 14 laboratori della Fabbrica del Vapore sono spazi da scoprire e frequentare, senza timidezze.

Che Milano sia cambiata negli ultimi anni ormai dovremmo essercene accorti quasi tutti, cittadini, pendolari, turisti e passanti. Ma che il cambiamento sia una questione in atto da tempo forse è meno evidente.

I luoghi del cambiamento eclatante li abbiamo ben presente, poi ce ne sono altri, meno conosciuti o frequentati se non in occasione di eventi speciali, che attirano l’attenzione, uno fra tutti il Salone del Mobile e il relativo Fuorisalone.

Tra questi luoghi ce n’è uno che nasce alla fine del XIX secolo come sede di un’azienda che operava nel settore della costruzione, riparazione, vendita di materiale mobile e fisso per ferrovie, tramvie e affini. Durante la Grande Guerra parte degli edifici vengono distrutti da una bomba e la zona rimane, per molti anni, un vuoto urbano, fino a quando il Comune la rileva e decide di attuare un piano conservativo per trasformare la Fabbrica del Vapore in uno spazio da vivere per la collettività.

Sì proprio così, uno spazio da vivere per la collettività: una bellissima idea che, però, siamo soliti veder attuata in altre città, da Berlino alla Scandinavia. E invece eccola, attiva, funzionante e viva, proprio a due passi da casa.

Come presumo molti altri, sono transitata dalla Fabbrica del Vapore solo in occasione di spettacoli organizzati o durante i giorni del Fuorisalone, quindi con lo sguardo rivolto a oggetti e avvenimenti ospitati temporaneamente dalla Fabbrica e con la netta sensazione di lasciarmi alle spalle un luogo di cui non capivo fino in fondo l’utilità. Ecco, averla capita mi ha reso un po’ più felice di abitare in questa città.

Ma c’è stato bisogno di un aiuto, un vero e proprio “tour organizzato”: negli spazi della Fabbrica del Vapore, infatti, operano 14 laboratori culturali e riuscire a incontrare e fare due chiacchiere, anche solo per qualche minuto, con i rappresentanti di ognuno è stato possibile solo grazie all’organizzazione di Silvia e Serena di 54words.

Ognuno dei 14 laboratori è un’eccellenza nel suo campo, si tratta, infatti dei vincitori del concorso che il Comune organizzò nel 2001 e ai quali consegnò gli spazi nel 2008. La richiesta dell’amministrazione, in cambio degli spazi in affitto appena ristrutturati, era quella che ogni laboratorio, oltre a impegnarsi nella propria attività, organizzasse eventi e incontri gratuiti per il pubblico tra cui mostre, festival, spettacoli, installazioni, concerti, seminari, workshop…

Ed è così che, da allora, i laboratori della Fabbrica portano avanti le loro molteplici attività ai quali, noi tutti, siamo invitati a partecipare. Quali attività?

Andiamo a conoscerle un po’ più da vicino:

L’Accademia del gioco dimenticato è un’officina creativa nata dalla ribollente creatività del giocologo Giorgio F. Reali, che da sempre inventa giochi, anche per le collettività, facendo uso di materiali di recupero.

Showbiz è una struttura di produzione video indipendente, che oltre a realizzare documentari, programmi tv, videoclip e sigle, cura eventi e spettacoli audiovisivi e multimediali.

Showbiz

A proposito di video e di ricerca, il primo laboratorio a diventare operativo, nel 2008, è stato quello dello Studio Azzurro, famoso per la ricerca e la sperimentazione, oltre che per la produzione di notissime opere.

Lavora con i video, oltre che con il corpo, anche AiEP/Ariella Vidach, compagnia di danza contemporanea.

AiEP/Ariella Vidach

E hanno ancora a che fare con i video: Aiace, Associazione Italiana Amici Cinema d’Essai, e ilFischio.Doc, specializzati nella produzione di documentari.

Oneoff è un atelier di prototipazione rapida che ha la fortuna di affacciarsi sulla parte più selvaggia della Fabbrica:

Copia di IMG_9659

Careof e Viafarini, sono associazioni impegnate nel campo dell’arte contemporanea.

Careof

Dagad è un centro studi e ricerca sull’Architettura e il Disegno Industriale e Process 4 un laboratorio di ricerca sul design.

Macchinazioni Teatrali indaga e promuove un progetto di ricerca nell’ambito delle attività performative e delle nuove tecnologie.

Polifemo è un’associazione culturale indipendente di fotografi che propone, oltre a lavori fotografici ed esposizioni, una biblioteca specializzata liberamente consultabile.

E infine Mascherenere, un laboratorio di teatro che ti fa viaggiare appena ne varchi la soglia: alcuni artisti africani italiani, infatti, si sono incontrati e già dal 1990 hanno cominciato a promuovere e divulgare il concetto di contaminazione culturale attraverso il linguaggio teatrale. Le iniziative, poi, si sono moltiplicate superando il confine del palcoscenico: dal 27 settembre al 4 ottobre, per esempio, arriva a Milano un grande bazar dei popoli con il progetto La Fabbrica del Dialogo con il Suq delle Culture… direi appuntamento da non perdere!

Mascherenere

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