Parole, parole, parole

La pizzeria-ristorante Alla Lettera gioca sulle parole, ma non sui piatti. E quale location più appropriata se non Piazza Bodoni a Torino?

Torino è una città da scoprire anche per le sue piazze. Piazza Bodoni è una di queste. Grande, elegante, circondata da bei palazzi e da una fila di portici, che sono il percorso preferenziale per ammirarla e attraversarla. Proprio sotto i portici si trova il ristorante-pizzeria “Alla Lettera”. È facile individuarlo per i tanti tavoli sulla piazza. Piazza-pizza, dalle lettere “Alla Lettera”.

Tutto è giocato sulle parole poi concretizzate in fatti-piatti prevalentemente della tradizione culinaria partenopea, ma con due sconfinamenti: focaccia ligure al formaggio e tigella modenese. È un ritrovo per golosi, ma anche un manifesto della creatività di giovani artisti e designer piemontesi che, sotto la direzione dello studio Yet Matilde hanno realizzato le installazioni ispirate a Gian Battista Bodoni (a cui è intitolata la piazza), l’inventore dell’omonimo carattere tipografico.

“Alla Lettera” è un omaggio al mondo della tipografia, quindi alla forma delle parole, ma anche al “far bene le cose”, con qualità e nel rispetto della tradizione. Il carattere Bodoni diventa l’ingrediente base di un progetto totale: dall’interior al graphic design, dalle installazioni artistiche alle attrezzature. Nella sua forma grafica o fisica è stato utilizzato per realizzare elementi ex-novo o riusare quelli preesistenti.

Foto Simona Rizzo
Foto Simona Rizzo
Foto Simona Rizzo
Foto Simona Rizzo
Foto Simona Rizzo
Foto Simona Rizzo
Foto Simona Rizzo
Foto Simona Rizzo
Foto Simona Rizzo
Foto Simona Rizzo
Foto Simona Rizzo
Foto Simona Rizzo

All’ingresso, in successione, il bancone bar e quello per la preparazione della pizze con retrostante forno, entrambi con funzione di panadora e realizzati in ferro e legno con impressi alcuni caratteri tipografici. Di fronte, e in sequenza nelle stanze successive e al piano superiore, le postazioni con tavoli quadrati e sedie in legno di parziale produzione industriale, che sono state poi singolarmente personalizzate. Alle pareti le opere dei giovani artisti.

Il locale è un luogo in progress dove i materiali impiegati non sono “finiti” e sempre diversi: le lampade sono realizzate evitando che l’operatore, durante le fasi artigianali del processo produttivo, tenti di omologarne la forma.

Il menù è un quotidiano; le divise del personale prendono spunto da quelle dei tipografi che utilizzavano i caratteri mobili, con tanto di copri maniche; i tovaglioli sono muniti di asola per poterli agganciare al bottone della camicia.

Filo conduttore è la lettera “O”, di famiglie diverse, sulle pareti e i vari accessori. È il logotipo del carattere Bodoni che rappresenta la pizza, piatto forte del locale, apparentemente simile ma sempre differente in quanto prodotto artigianale, che può diventare anche artistico. Arte e artigianalità si incontrano e si amalgamano, perché no, anche per il cibo.

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