Progettare giocattoli non è un gioco

L’accostamento fra legno di betulla e cuoio morbido, per imparare a “sentire” il giocattolo con i cinque sensi, è il leit-motiv della collezione Cavalcade di Luca Boscardin (appassionato creatore di giocattoli)

Legno, carta e cartone, matite e colori. Tanta, tantissima fantasia e un approccio green. Sono gli ingredienti che Luca Boscardin, graphic designer italiano che vive ad Amsterdam, utilizza per elaborare non solo le opere di illustrazione, grafica, design del prodotto e progettazione ambientale ma – anche – i giocattoli.

Semplici, lineari, coloratissimi, ispirati alla tradizione ma irresistibilmente attuali, fatti apposta per giocare a corse fantastiche.

Cavalcade
Cavalcade
Cavalcade
Cavalcade

Suoi gli animali a dondolo (e, se serve, a rotelle) della collezione Cavalcade presentata al Fuorisalone del design a Milano. La giraffa, il cavallo, la zebra, il cervo e il coccodrillo sono realizzati interamente in materiale naturale e pronti per essere “esplorati” dai piccoli attraverso i cinque sensi, grazie al contrasto visivo e tattile fra il legno di betulla e il cuoio. Ogni pezzo è ricavato da un’unica asse di legno, di 20 mm di spessore e 80 di larghezza, tagliato e colorato diversamente.

All’apparenza è un percorso facile, ma la realtà è un po’ diversa: creare un giocattolo, oggi, è ancora frutto di un mestiere antico e impegnativo.

“Le idee di nuovi giocattoli nascono in modi sempre diversi – spiega Luca – Collaboro con diverse tipologie di aziende e alcune di queste mi ‘commissionano’ le loro tecniche costruttive, il materiale con cui lavorano, il target di destinazione”.

Ne sono un esempio i giochi mix and match per Kidsonroof cartone riciclato, o gli stickers in tessuto ecofriendly di Peridea che possono essere attaccati o staccati dai muri quante volte si vuole.

Kidsonroof
Kidsonroof
Kidsonroof
Kidsonroof
Kidsonroof
Kidsonroof

Altre idee nascono invece da semplici schizzi, come Cavalcade:

“Il disegno ha creato l’idea, che si è poi trasformata in progetto e quindi prodotto attraverso la scelta del materiale, la tecnica costruttiva e il confronto con l’artigiano. E derivano anche dal provare a costruire, tagliare e incollare cartoncini, piegare la carta e sperimentare, prima di arrivare a un vero e proprio prototipo.”

Come ricorda Boscardin, secondo Bruno Munari giocare è una cosa seria.

E progettare un gioco non è un gioco, dicono Francesco Zurlo e Luca Fois, direttori del corso di alta formazione in Design del giocattolo.

“Giocare vuol dire interagire, educare e divertire. I miei prodotti hanno coscienza del materiale, lo enfatizzano seguendo i principi di Munari dei cinque sensi, lasciano il bambino libero di immaginare, di costruire e creare; portano con sé una libertà creativa sempre diversa, che varia a seconda dell’età del bambino e del tipo di giocattolo. Insomma, non sono soprammobili o oggetti da guardare ma sono fatti per giocare.”

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