Lightopia, la luce in mostra

La lampadina ha lasciato posto a nuove tecnologie: il Vitra Design Museum ha dedicato un'esposizione a questo passaggio epocale

Un luogo dove si respira bellezza e serenità e dove il confine tra ambito culturale e ambito commerciale quasi non si percepisce, anche se c’è. Questa è la prima sensazione che mi ha lasciato la visita (era la mia prima volta, lo confesso) al quartier generale di Vitra, nel minuscolo paese di Weil em Rhein, a una manciata di chilometri da Basilea.

L’azienda di mobili Vitra fu fondata nel 1950 da Willi Felbhaum, che già possedeva un negozio di arredamento nella vicina Svizzera. In quegli anni Felbhaum acquistò i diritti sui lavori di Charles e Ray Eames e di George Nelson: la produzione si diresse, così, sempre di più verso i mobili di design per l’ufficio, la casa e gli spazi pubblici. Ma la forte connessione, e passione, dei proprietari dell’azienda con il mondo dell’architettura non si limitò alla distribuzione dei lavori di noti designers, anzi. Nel 1981, anno in cui un incendio distrusse gli stabilimenti Vitra, venne chiamato l’architetto inglese Nicholas Grimshaw a progettare il nuovo stabilimento e, da allora, il coinvolgimento di famosi architetti per i diversi edifici che oggi formano il Vitra Campus è stato via via costante.

Tra questi edifici, in particolare, c’è il Vitra Design Museum (progettato da Frank Gehry): è qui, appunto, che ci si dimentica completamente di essere ospiti di… un’azienda di mobili. Ogni anno il museo ospita due mostre importanti, oltre a numerosi eventi e installazioni temporanee.

Lightopia è la mostra che ho visitato e che sarà aperta al pubblico fino al 9 marzo. Una mostra dedicata alla luce, dunque, perfetta per illuminare le grigie giornate invernali. In verità, un approfondito lavoro sulla luce: luce come materia dell’arte e materiale architettonico, come energia, come generatrice di movimento e di colore.

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Luce anche come tema di ricerca per moltissimi architetti e designer. Si possono ammirare le lampade più famose progettate dagli anni ’30: non possono mancare, ovviamente, pezzi come la Tizio di Richard Sapper o Atollo di Vico Magistretti.

Chromosaturation, Carlos Cruz Diez
Chromosaturation, Carlos Cruz Diez
Chromosaturation, Carlos Cruz Diez
Chromosaturation, Carlos Cruz Diez
Light and installation, Chris Fraser
Light and installation, Chris Fraser
Chromosaturation, Carlos Cruz Diez
Chromosaturation, Carlos Cruz Diez

Ma lo spazio più importante è stato dato agli apparecchi contemporanei: grazie alla tecnologia a Led, infatti, oggi ogni forma è pressoché possibile e per i designers si è aperta una notevole sfida. Non dovendo più rispettare il vincolo della lampadina a incandescenza si sono potuti abbandonare alcuni limiti progettuali e con Lightopia il Vitra Design Museum vuole sottolineare l’importanza del mutamento culturale che stiamo vivendo.

 

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