Dove crescono i gelati?

Su un albero, a New York! Provare per credere. È la nuova gelateria italiana di Brooklyn

Non ci sono solo gelati nel nuovo “L’albero dei gelati” di New York inaugurato da pochi mesi dal quartetto italiano (Fabio e Monia Solighetto, Alessandro Trezza e Mauro Iannantuoni) già famoso per i tre negozi in Brianza.

L’avventura americana inizia nel quartiere “family-friendly” di Park Slope a Brooklyn: 170 metri quadrati (di cui 50 occupati dal laboratorio), due vetrine su strada, un piccolo giardino sul retro e un’atmosfera calda e accogliente dove ritrovare i sapori genuini e autentici dell’infanzia, ma anche tante novità e sperimentazioni.

Brunella Vaccher e Paola Zanetti (studio Modacasa) hanno proposto un luogo della memoria, dove sentirsi a casa propria, ritrovare gli oggetti preferiti o scelti con cura nelle bancarelle dei mercatini delle pulci. Un luogo fortemente comunicativo dove la parola d’ordine è autenticità: ecco quindi espositori, confezioni e persino pareti che raccontano il percorso di ricerca intrapreso dai titolari per scoprire e mettere in pratica l’artigianalità enogastronomica più genuina.

Una delle due vetrine dove è posizionato il bancone dei gelati è un richiamo irresistibile per grandi e piccini, che vengono invogliati ad entrare dal cannocchiale ottico sul laboratorio e sul giardino retrostante. Qui si coltivano le erbe aromatiche per la preparazione dei panini, i fiori per quella dei gelati.

La sagoma dell'albero dei gelati all'ingresso
La sagoma dell’albero dei gelati all’ingresso
Cannocchiale ottico verso il giardino retrostante
Cannocchiale ottico verso il giardino retrostante

L’Albero dei gelati all’ingresso, materialmente una sagoma in legno con le fotografie dei vari fornitori, simboleggia la fonte delle migliori materie prime per la preparazione dei prodotti. In sequenza si trovano le casette degli uccelli e la bacheca con le bustine di semi di fiori dove vengono racconti degli ingredienti utilizzati per i prodotti a consumo.

L’interno si presenta come un guscio protettivo con pareti faccia a vista e a intonaco bianco e tanto legno. Fra la sala (40 posti a sedere) e il corridoio un grande camino “poetico” per riempire di tepore la casa-bottega.

Pavimenti, arredi (falegnameria Andrea Galletti), molti complementi e persino le piccole foglie sulle lampade sono realizzati con questa materia prima trattata al naturale: Olmo, simbolo di amicizia e unione, per il bancone delle degustazioni e tutta la zona bar, noce per i tavoli e marmo di Carrara invece per i banchi di lavoro.

Il tavolo-orto nel giardino
Il tavolo-orto nel giardino
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I materiali sono neutri, solidi con superfici che rivelano l’essenza del legno. E poi lampade in ferro e tessuto realizzate su disegno, vecchi strumenti per il giardinaggio comprati ad hoc e sparsi qua e là per sottolineare l’importanza della coltivazione, la grande parete lavagna dove è elencato il menu del giorno con le specialità artigianali.

Due gli elementi di forte convivialità: il bancone-tagliere per le degustazioni collettive di prodotti italiani e l’orto-tavolo (con vasche-vasi al centro) del giardino. Siamo a New York, ma l’Italia qui è di casa.

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